Alla fine della strada abbandonata,si erge, in tutta la sua raccapricciante inquietudine gotica una maestosa Cattedrale. I raggi del sole o la luce degli astri non hanno speranza di arrivare sin qui, solo deboli luci si vedono dinanzi ad ogni finestra chiusa. Forse sono lanterne, lumi o semplici candele dietro le quali tendaggi in velluto nero proteggono l’intimità delle stanze degli eventuali ospiti. Chi può essere così folle da accettare o chiedere ospitalità presso un castello sinistro? Nessuno mai ha udito alcun lamento, suono, rumore provenire dall'edificio. Sulla torre principale al posto di vedetta, non si è mai mossa, minacciosa, l’arma impugnata da una figura possente e deforme, di un probabile demone o di una gelida statua, che vigile e silente orienta il suo sguardo verso il cupo orizzonte. L`oscurità non permette di identificare il colore esterno delle pareti, delle deboli fiaccole segnalano la presenza dell`entrata, lungo e aspro è il sentiero da percorrere per arrivar a battere i pesanti battenti del porticato, quest`ultimo di ottima fattura. Un edificio creato dalla solitudine di una giovane donna, ispirata da una deviata mente e portata alla pari di un luogo di culto. Ecco perchè oltreppasato il salone centrale, una antica porta fa da sentinella al piccolo cimitero che ha sbocco sulle piccole colline precedendo il baratro oscuro. La strada passa agilmente tra due file di pioppi e si ferma bruscamente a ridosso della strada sterrata. Le terrazze della collina sono collegate tra loro da bianche scalinate, il sentiero è di granito, con una grossa croce in cima.
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